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A porche miglia dal golfo di Gela vi è la più grande autostrada del mare del Mondo con un transito navale di circa 150.000 unità navali all'anno, con ingressi delle unità navali nel Mediterraneo dallo stretto di Gilbilterra, dal Canale di Suez raddoppiato e dal Mar Nero. Questo significa che a poche miglia dal Golfo di Gela vi è una ricchezza enorme che confluita nei porti e nelle rade Siciliane darebbero ricchezza per diversi miliardi di euro e diverse decine di migliaia di nuovi posti di lavoro nei porti Siciliani.  il progetto del gasdotto maltese di 500 milioni di euro finanziati dall'UE e a svantaggio totale dell'Italia e andrebbe a penalizzare pesantemente la città di Gela e la Sicilia tutta dato che Malta diventerebbe il più grande Hub di Rifornimento di GasMetano di tutto il mondo e non lo diventerebbe Gela e la Sicilia stessa considerato che nel 2020 tutte le navi andranno tutte alimentate a GasMetano. Le Lobby dell'alta finanza Europea e pare anche la stessa ENI partecipata dallo Stato Italiano nascondono tutto questo. Quali interessi vi sono per favorire il Gasdotto metaniero Maltese e penalizzare la città di Gela, la Sicilia e la stessa Italia? Precisiamo che Malta ha una popolazione di 350.000 abitanti e il suo degassificatore è più che sufficente per rifornire le esigenze domestiche di tutta la nazione Malta. Il gasdotto Libico che passa da Gela rifornisce la Sicilia, la penisola Italiania e tutto il nord Europa per un popolazione di 350.000.000 di abitanti. Non ha senso costruire un Metanodotto per l'isola di Malta con mezzomiliardo di euro a cui contribuisce la stessa Italia. Il progetto del Gasdotto metaniero per Malta serve solo a depredare la città di Gela, la Sicilia e la stessa Italia dal potenziale rifornimento di gasmetano a tutte le navi di passaggio circa 150.000 unità navali a circa 30 miglia dal golfo di Gela favorendo la Nazione di Malta. La nostra organizzazione chiede allo stesso Comune di Gela, alla Regione Sicilia e allo Stato che si facciano carico della revoca di tutte le autorizzazione concesse per la costruzione del Metanodotto per Malta, il quale sarebbe anche dannoso per la nostra fauna marina. Chiediamo un'interpellanza parlamentare urgente per bloccare questo dannoso progetto per la costruzione del Metanotto Maltese Gela/Malta

Il canale di Suez e il Traffico nel Mediterraneo

Il 6 agosto 2015 è stato inaugurato il raddoppio di una parte del Canale di Suez. A tale riguardo la Fasulo Marco Italia in abbinamento con Interporto Gela dal 2004 che studiano gli andamenti di mercato sul mediterradeo delle unità in transito avanti il Golfo di Gela e uno studio rivolto ad individuare quali saranno gli effetti economici sui traffici del Mediterraneo, lo illustra il direttore generale di SRM.  

Il Canale di Suez, è un canale artificiale navigabile situato in Egitto, ad ovest della penisola del Sinai, tra Porto Said (Bûr Sa'îd) sul mar Mediterraneo e Suez (al-Suways) sul Mar Rosso. Il canale consiste di due tratte, a nord e a sud del Grande Lago Amaro. Il canale venne realizzato dal francese Ferdinando de Lesseps su progetto dell'ingegnere austriaco Luigi Negrelli. L’Egitto ha raggiunto la 19° posizione (su 157 Paesi) nella classifica del Liner Shipping Connectivity Index dell’Unctad che misura la competitività del sistema marittimo sulla base del network e della qualità dei servizi di linea container offerti dai porti. Nel contesto del Medio Oriente è tra i Paesi con le performance di miglioramento più elevate: l’indice in valore assoluto è infatti aumentato di circa 20 punti rispetto al 2004. Il Paese ha guadagnato, dal 2007 al 2014, 35 posizioni nella classifica del Logistic Performance Index attestandosi al 62° posto (indicatore della World Bank che misura la competitività logistica di 160 Paesi del mondo). Questi indicatori sono destinati a migliorare ulteriormente con il nuovo Canale di Suez.

A parità di reddito pro-capite, i Paesi con migliore prestazione logistica sperimentano una crescita aggiuntiva del PIL di circa 1% e una crescita del commercio estero del 2%. Questi dati costituiscono una base positiva per le aspettative dell’economia egiziana. Attraverso il Canale nel 2014 sono transitate 822 milioni di tonnellate di merci di cui 416 milioni nella direzione Nord-Sud e 406 milioni da Sud a Nord. Circa l’8% del totale delle merci movimentate a livello mondiale.

I trend di traffico del Canale fra il 2000 e il 2014 hanno visto registrare un aumento in percentuale delle merci transitate di oltre il 120%. Le entrate generate dal Canale di Suez sono state pari a 4,1 miliardi di dollari nel periodo Luglio-Marzo 2014/15 con un incremento del 2,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nello stesso periodo da Nord a Sud i volumi dei traffici container (che pesano il 50% sul totale) sono aumentati del 187%, mentre da Sud a Nord del 219%, giungendo nel 2014 ad un sostanziale bilanciamento fra le due direttrici (212 mln di tonn. fra Nord e Sud e 222 mln di tonn. nella direzione opposta).

Crescono in maniera significativa i flussi di prodotti petroliferi, passati da 50 milioni di tonn. nel 2000 a 178 milioni di tonn. nel 2014 (+251%). Ponendo l’attenzione sulle direttrici di traffico marittimo di transito a Suezemerge chiaramente il ruolo crescente del Golfo Persico quale area di origine delle spedizioni. Infatti, nel 2014 quest’area concentra il 34% delle spedizioni, per un valore di 137 milioni di tonn., ponendosi in seconda posizione rispetto al Sud Est asiatico, da cui nel 2014 sono state inviate merci per 161 milioni di tonnellate.

I traffici che potranno trarre maggior beneficio dal nuovo Canale saranno quelli delle navi portacontainer; diventa quindi fondamentale il ruolo di Port Said dove sono presenti importanti progetti infrastrutturali. L’area del nuovo Canale di Suez sarà in grado di competere con le principali regioni logistiche mondiali e in particolare con quelle nord europee di Rotterdam e Amburgo. Gli orderbook al 2015 prevedono un aumento, entro il 2018, della flotta delle navi container pari al 7% circa, con il dato che sale al 72% se consideriamo la fascia delle megaship da 18-21mila TEU e il20,7% per la flotta da 13 a 18mila TEU.

La stima al 2018 vede un numero di 83 megaship per lo più concentrate sulle rotte Far East-Nord Europa e Far East Mediterraneo dove tra l’altro insistono anche le Grandi Alleanze, tra tutte la 2M e la Ocean Three che detengono sulla rotta Asia Med una quota di mercato rispettivamente del 39 e 27%. 

Se consideriamo che con l’apertura del nuovo Canale di Suez il tempo di transito è calato da 18 a 11 ore, si comprende l’impatto potenziale sulle scelte delle rotte da parte delle compagnie di navigazione. In particolare si stima che possa generarsi un risparmio medio di circa il 5-10% dei costi operativi totali per ciascun vettore (a seconda delle rotte e delle distanze) utilizzando la rotta via Suez. A titolo di esempio sulla rotta Hong Kong-New York, il nuovo Canale con la conseguente riduzione dei tempi, potrà dunque diventare una valida alternativa a Panama. 

La riduzione dei costi di trasporto, unita all’incremento della capacità del Canale, può avere importanti ripercussioni sia sulla gerarchia dei porti mediterranei sia sul volume di traffico in transito verso il Mediterraneo che nel 2015 si attesta al 19% della quota mondo (in crescita rispetto al 15% del 2005).
Per i porti Italiani - che attualmente movimentano 460 tonnellate di merci in totale – il nuovo Canale di Suez rappresenta un’opportunità importante: maggiori navi in transito, di maggiore dimensione richiedono di adeguare urgentemente la dotazione infrastrutturale con la necessità di dragare i fondali ed investire in logistica ed innovazione.
Il rafforzamento della direttrice di traffico marittimo Mediterraneo-Suez-Golfo rappresenta un’opportunità strategica per l’Italia e il suo Mezzogiorno che potrebbe sviluppare la vocazione naturale di essere piattaforma logistica nel cuore del Mediterraneo a supporto del sistema produttivo italiano.